Città del Vaticano

Laboratorio Erasmus. Proviamo a scrivere con IA. Etica

Di Fausto Brioni e Mayra Novelo

Etica e responsabilità

 

L’Intelligenza Artificiale ci fa entrare in un campo molto complesso, esso si gioca al crocevia di due elementi: una grande quantità di dati che ogni giorno cresce e un apparato tecnologico che dispone di una enorme potenza di calcolo digitale per elaborazione. L’IA non è un singolo strumento ma questo termine descrive una molteplicità di elementi, e oggi è può svolgere una molteplicità di funzioni. può creare testi, generare immagini e video, brani musicali, elaborare statistiche analizzare dati, supplire compiti prima affidati all’uomo in vari settori lavorativi ed è in gradi di prendere decisioni in autonomia. Già oggi in certo modo potremmo dire che in alcuni ambiti ha un potere di dominio sull’uomo.

In questo quadro di realtà Papa Francesco invita il mondo della comunicazione ad utilizzare, senza pregiudizi catastrofici,  questi nuovi potenti strumenti digitali, ma invita ad un utilizzo che sia fatto con una fondamentale attenzione, quella che lui chiama “la sapienza del cuore”. Non dobbiamo temere – dice il Papa – queste nuove tecnologie ma, arricchire di umanità per non corre il rischio che diventino solo uno strumento al servizio del potere di pochi, di una economia egemonica o, peggio ancora, di una supremazia militare.

È la sapienza del cuore che ci permette di interpretare le novità del nostro tempo e rendere questi strumenti capaci di una promozione umana integrale, rispettosa delle differenze culturali, economiche, etniche, promuovendo una umanità che ci faccia riconoscere “fratelli tutti”. Noi non siamo fatti di “big data” da elaborare ma di rapporti interpersonali che chiedono rispetto delle diversità e accoglienza del cuore per chi è oggetto della nostra comunicazione. Sta a noi decidere, dice il Papa, “se diventare cibo per algoritmi oppure se nutrire di libertà il proprio cuore”. Per realizzare ciò occorre una formazione qualificata al fine di conoscere approfonditamente i vari strumenti di IA. Questo va sempre unito alla capacità di relazioni umane che mantengano vicini alla realtà che è costituita non solo di dati ma di esperienze umane, di volti, di sguardi che chiedono rispetto comprensione e rendono capaci di educare alla condivisione. Così matura una sapienza umana che potrà arricchirsi di dialogo tra generazioni, accoglienza del limite della fragilità, memoria del passato e visione del futuro. L’IA è uno strumento, e come ogni strumento il suo valore dipende da come viene utilizzata, e certamente se così orientata potrà essere un validissimo aiuto per lo sviluppo di una civiltà più fraterna. In questa direzione si è svolto il 28 febbraio un incontro in vaticano tra la Pontificia Accademia per la Vita, Microsoft, IBM, la FAO, il Governo italiano è stato firmato l’Appello per un’etica dell’intelligenza artificiale (AI). L’obiettivo che si pone è di promuovere “AI Ethics”, ovvero lo sviluppo e l’utilizzo dell’IA secondo i seguenti principi fondamentali per una buona innovazione: trasparenza, Responsabilità, Imparzialità, Affidabilità, sicurezza e privacy.

 

Versione con IA

L’umano salva l’IA: l’appello di Papa Francesco per un’etica dell’intelligenza artificiale


L’intelligenza artificiale (IA) è un campo in rapida evoluzione che apre scenari rivoluzionari per il futuro dell’umanità. Ma quali sono le implicazioni etiche di questa tecnologia dalle immense potenzialità? Come possiamo assicurarci che l’IA sia utilizzata per il bene e non per il male? Papa Francesco ha recentemente offerto una risposta a queste domande nel suo discorso al Meeting di Rimini 2023, invitando a non temere l’IA ma ad “arricchirla di umanità”. Il Pontefice ha sottolineato il rischio che l’IA diventi uno strumento al servizio del potere di pochi, di un’economia egemonica o di una supremazia militare. Per scongiurare questo pericolo, Papa Francesco ha lanciato un appello per un’etica dell’IA basata sulla “sapienza del cuore“. Questa “sapienza” ci permette di interpretare le novità del nostro tempo e di rendere l’IA uno strumento per la promozione umana integrale, rispettosa delle differenze e capace di costruire una società più fraterna. Come si può concretizzare questo appello? Un primo passo fondamentale è la formazione. È necessario educare le persone all’uso responsabile dell’IA, insegnando loro a conoscere i suoi poteri e i suoi limiti. La formazione deve inoltre includere lo sviluppo di capacità relazionali umane che favoriscano il rispetto delle diversità e l’accoglienza.

Un esempio concreto di impegno in questa direzione è l’Appello per un’etica dell’intelligenza artificiale (AI) firmato in Vaticano il 28 febbraio 2024 dalla Pontificia Accademia per la Vita, Microsoft, IBM, la FAO e il Governo italiano. L’appello si propone di promuovere lo sviluppo e l’utilizzo dell’IA secondo principi di trasparenza, responsabilità, imparzialità, affidabilità, sicurezza e privacy. L’incontro tra generazioni è un altro elemento chiave per costruire un futuro migliore con l’IA. Il dialogo tra le diverse fasce d’età può favorire la comprensione reciproca e la condivisione di esperienze e saperi. I giovani, con la loro nativa familiarità con le tecnologie digitali, possono portare nuove idee e soluzioni innovative. Gli adulti, a loro volta, possono trasmettere la loro saggezza e il loro senso di responsabilità. L’IA è uno strumento potente, ma il suo valore dipende da come viene utilizzata. Se la orientiamo verso il bene, può aiutarci a risolvere alcuni dei problemi più urgenti del nostro tempo, come la povertà, la fame, le malattie e il cambiamento climatico. Ma se la lasciamo cadere nelle mani sbagliate, potrebbe diventare una minaccia per la nostra libertà e la nostra sicurezza. La scelta è nostra. Dobbiamo decidere se “diventare cibo per algoritmi oppure se nutrire di libertà il nostro cuore”. In questo momento storico, è fondamentale assumersi la responsabilità di plasmare il futuro dell’IA in modo responsabile e umano.

Questo è il dialogo che abbiamo avuto con i Gemini.

 

Abbiamo chiesto suggerimenti per i titoli, riferimenti ai testi che utilizziamo e qualche consiglio per migliorare i nostri contenuti. Alla fine, abbiamo domandato di scrivere l’articolo secondo. Ecco il risultato ottenuto da Gemini: abbiamo rilevato un correttezza di linguaggio ed una corretta struttura di pensiero. Ha compiuto un grave errore attribuendo dei contenuti espressi dal papa nei messaggi di inizio anno con una presunta presenza al meeting di Rimini del 2023. Il Papa non ha partecipato a quell’evento e di conseguenza si è trattato di un fatto puramente inventato dalla IA.

Un’altra osservazione deriva dal fatto che in un periodo ha spostato l’attenzione del contenuto dalle relazioni intergenerazionali tra persone alla relazione delle diverse generazioni in funzione della IA. Ciò crediamo sia un grave errore dal punto di vista contenutistico, in quanto conduce il lettore ad un diverso punto di valutazione della realtà.