Malaga

Laboratorio Erasmus. Proviamo a scrivere con IA. Viaggi e turismo

Di Ornella D’Alessio, Fabrizio Dellepiane e Francesca Forleo

IA e scrittura di viaggi. Pregi e difetti.

Ricerca delle fonti, traduzioni di quelle straniere, velocità di scrittura: di primo acchito appaiono tutte attività utili al giornalismo di viaggi che l’utilizzo dell’IA può facilitare.

Un momento, però, sappiamo che oggi i sistemi più diffusi e utilizzati in Europa, dove viviamo, non sono aggiornati. Con le traduzioni si corrono grossi rischi, se non si conosce l’idioma, di travisare il significato dei documenti e la velocità di scrittura può andare a detrimento della qualità dei contenuti. Ad un livello più profondo emerge il grave rischio di acquisire e trasmettere inconsapevolmente bias cognitivi non decrittabili senza una preparazione e un’attenzione adeguata.

Alcuni esempi concreti: se la descrizione di un territorio può non variare nel breve-medio termine, altri elementi possono modificare l’attrattività e la fruibilità di un luogo.  La politica, l’economia, lo stile di vita e la logistica (orari, frequenze e tragitti mezzi pubblici) cambiano repentinamente. Per quanto i sistemi di IA dichiarino le loro date di aggiornamento, la loro attendibilità è spesso fallace e deludente. Questo vale anche nell’indicazione dei siti istituzionali. Anche a fronte di richieste estremamente precise succede che i risultati della ricerca non siano corretti né accurati. Ancora sulla scrittura. Pur fornendo indicazioni molto dettagliate sullo stile, quello che si ottiene sono testi omologati, stereotipati, non inclusivi e non coinvolgenti anche per l’uso di informazioni vecchie, parole banali e ormai da non usare.

In definitiva ci pare di essere ben lontani dal giorno in cui un chatbot come Gemini potrà scrivere da solo un buon reportage di viaggio.

Versione umana di un reportage di viaggio

Malaga per noi

Lo diceva anche Picasso, che a Malaga è nato nel mese di ottobre del 1881: “la luce qui è unica al mondo”. È lei che rende la città così speciale. L’alba tinge di rosa il profilo moderno della Malaga contemporanea fatta di edifici alti e geometrici e il tramonto incendia il casco antiguo con l’elaborata facciata barocca della cattedrale di arancio.

Un’atmosfera luminosa che motiva tutti a uscire di casa a ogni ora del giorno. E della notte accesa dalle luci artificiali dei lampioni e dei locali. L’Africa è vicina (il clima è mediterraneo subtropicale) e nella Costa del Sol, in Andalusia, se ne respira già l’atmosfera che sfuma i contorni, allunga le ombre e dilata le ore. Ad ogni angolo ci si incontra, si beve buon vino e si ride. I patiti del mare qui fanno il bagno tutto l’anno, ma il turismo balneare è solo una delle facce della capitale culturale andalusa, ricca di storia, musei ed eventi, come il Festival Internazionale del Cinema, nato alla fine degli anni Novanta. Il tributo dedicato al suo pittore si concretizza con il Museo Picasso nel 2003, nel trentennale della morte, in un edificio storico del XVI secolo con la tipica architettura Andalusa.

Palazzo de Buenavista, dichiarato monumento nazionale nel 1939, un mix di stile rinascimentale con elementi Mudejar. Oltre alla ricca collezione permanente, donata da Christine and Bernard Ruiz-Picasso il museo ospita mostre temporanee. Più recente (2011) l’apertura del Museo Carmen Thyssen Malaga, nell’antico Palazzo de Villalón: tre piani di opere di artisti spagnoli. Nomi importanti ma non così conosciuti a livello internazionale, che mostrano come i movimenti europei siano stati declinati in Spagna. Colpiscono gli spaccati di vita quotidiana, le scene di mare, le feste tradizionali e i momenti intimi, i ritmi della città. 

Malaga, poi, è un centro di eccellenza nello studio dei sistemi di intelligenza artificiale, materia di ricerca e insegnamento nella facoltà di giornalismo della sua giovane università, fondata nel 1972. Importante anche il parco scientifico e tecnologico dell’Andalusia aperto nel 2015.

La città 

Il cuore della Malaga araba, principale porto del regno di Granada e uno dei più antichi del Mediterraneo, si concentra nell’ Alcazaba, dimora di sovrani e ultimo baluardo della resistenza moresca. Interessante la salita e il panorama dal castello di Gibralfaro: sullo sfondo il mare Mediterraneo, più sotto un mare di verde di giardini e le palmeras del Paseo del Parque, un trionfo botanico tra la Plaza de la Marina – epicentro del traffico cittadino – e la Plaza de Toros della Malagueta (Feria di Malaga nella settimana di Ferragosto, il 19 anniversario della conquista da parte dei citati Reyes).

Oggi il castello ospita il museo archeologico con reperti greci, romani, paleocristiani e arabi. L’abitato fortificato cinto da mura è dominato dal trecentesco castello di Gibralfaro (Monte del Faro nella lingua del Corano), da cui si gode una spettacolare vista sulla baia e sulla città.  Sulla sinistra spicca la monumentale Plaza de Toros dalla quale si diparte un’ampia avenida con alberi e piante, che arriva alla Plaza de la Marina, perno centrale della vivace vita malagueña. Un tempo il Malaga era uno dei vini dolci da abbinare ai dessert più ricercati e diffusi al mondo, insieme al Marsala e al Madeira. Oggi non è più così, la produzione si è drasticamente ridotta, ma i vini di qualità di questa terra sono ancora considerati tra i tesori enologici d’Europa, si degustano all’Antigua Casa de Guardia, direttamente spillati da grandi botti in legno. Il conto, poi, si fa ancora a gessetto direttamente sul banco. I vini di Malaga sono il dulce natural, fatto con uve Pedro Ximenes (che qui chiamano Pedro Ximén) e una piccola dose di Moscatel, il secondo è un vino liquoroso ottenute da uve moscatel, che ricorda il licor de Valencia. Il recente interesse nei confronti dei vini da dessert ha spinto alcune delle aziende di imbottigliamento ad orientarsi sui vecchi ceppi di Malaga e sulle qualità tras-anejos , vini invecchiati più di cinque anni. Come ha avuto modo di dire Antonio Banderas, tra i proprietari della Bodega del Pimpi, un’altra mecca per tapas,  vino e atmosfera rilassata, Malaga è una città dove si vive bene.

 

Versione con IA

Domanda

Buongiorno, per favore mi scriveresti 3000 battute in stile reportage giornalistico sulla città di Malaga per una rivista di turismo. Puoi utilizzare come fonti siti istituzionali, dei viaggiatori e recensioni. Grazie

Poi, in successivi prompt, abbiamo affinato la richiesta, chiedendo di aggiungere impressioni personali e citazioni di personaggi famosi e, infine, abbiamo anche chiesto di aggiungere nel testo la descrizione dei principali monumenti. 

 

Malaga: un caleidoscopio di emozioni

Malaga, come un caleidoscopio, mi ha rapito con i suoi colori vibranti, i suoi profumi inebrianti e la sua contagiosa energia.

Un viaggio nel tempo

Varcare le soglie dell’Alcazaba, una possente fortezza araba dell’XI secolo che domina la città, è stato come fare un tuffo nel passato. La vista panoramica dalla cima è mozzafiato: si possono ammirare il centro storico, il porto e il mare che scintilla all’orizzonte. “Malaga è una città che ti entra nel cuore e non se ne va più.” – Ernest Hemingway

Un museo a cielo aperto

Passeggiando per il centro storico, mi sono imbattuta in una vera e propria galleria d’arte a cielo aperto. Le sculture moderne dialogavano con i palazzi antichi, creando un contrasto affascinante. Il Museo Picasso, che vanta una delle più ampie collezioni di opere del maestro cubista, è stato una tappa obbligata. “La luce di Malaga è unica al mondo.” – Pablo Picasso

Spiagge da sogno e mare cristallino

Impossibile resistere al richiamo del mare. Le spiagge di Malaga, con la loro sabbia dorata e il mare cristallino, sono un vero paradiso per gli amanti del sole e del relax. Mi sono immersa nelle acque tiepide, lasciandomi cullare dalle onde e accarezzare dal sole.

Un’anima vivace

La sera, la città si è trasformata in un brulicare di vita. Le strade del centro storico si sono animate di musica, risate e profumi invitanti. Ho assaporato la vera essenza della Spagna nelle tapas bar, assaggiando specialità culinarie deliziose. “Malaga è un museo a cielo aperto.” – Salvador Dalì

Un paradiso per i buongustai

La cucina di Malaga è una vera e propria festa per il palato. Il “pescaíto frito”, un fritto misto di pesce fresco, mi ha conquistato con la sua freschezza e il suo sapore mediterraneo. Ho anche provato la “paella”, una vera e propria esplosione di sapori, e le “tapas”, perfette per stuzzicare l’appetito.

Un’oasi di relax

Per un momento di pace e tranquillità, mi sono rifugiata nei giardini botanici, un’oasi verdeggiante nel cuore della città. Passeggiando tra sentieri fioriti e alberi secolari, ho ritrovato il mio equilibrio interiore.

Un’esperienza indimenticabile

Malaga è stata una vera e propria sorpresa. Una città che ha saputo conquistarmi con il suo fascino andaluso, la sua cultura vibrante e la sua atmosfera calorosa. Un’esperienza che rimarrà per sempre impressa nel mio cuore. “Malaga è una città dove si vive bene.” – Antonio Banderas